La seconda redazione delle Macaronee detta toscolanense : Opus macaronicorum 1521

di Folengo, Teofilo
Alessandria: Edizioni dell'Orso, 2026
Curatori: Zaggia, Massimo
ISBN: 9788836134700
Collana: Contributi e proposte; 137

100,00 

La seconda redazione delle Macaronee detta toscolanense : Opus macaronicorum 1521

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La seconda redazione delle Macaronee detta toscolanense : Opus macaronicorum 1521

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La fama di Teofilo Folengo (1491-1544) è legata principalmente alle sue Macaronee: ossia alle opere che il monaco mantovano scelse di scrivere in quel particolarissimo linguaggio letterario detto macaronico, sapientissima miscela di latino e volgare, soprattutto dialettale.
Come l’Orlando Furioso, scritto e riscritto negli stessi anni, le Macaronee uscirono in redazioni profondamente diverse, ciascuna delle quali ha una propria autonomia letteraria. Ma solo l’ultima, pubblicata postuma nel 1552, è stata ripubblicata dal 1911 in avanti, e perciò è conosciuta e studiata. Perciò è sembrato opportuno dare avvio a un progetto editoriale integrale, che è iniziato nel 2023 con l’edizione critica dalla prima redazione, detta Paganini, stampata per la prima volta a Venezia nel 1517.
Ora si presenta l’Opus macaronicorum nella redazione messa a stampa nel 1521 ancora da Alessandro Paganini ma a Toscolano sul Garda, e perciò detta Toscolanense. Nell’insieme, l’opera, raddoppiata nella mole, mostra ambizioni letterarie ben diverse e più alte rispetto alla versione messa a stampa solo quattro anni prima (e ci sarà spazio poi, quindici anni dopo, attorno al 1536, per un nuovo ripensamento, ossia per la terza redazione, detta Cipadense, e più oltre per una quarta, rimasta incompiuta per la morte dell’autore). Dell’intera Toscolanense si dà qui, per la prima volta, un’edizione critica, fondata su una ricognizione diretta di tutta la tradizione a stampa, preceduta da un’Introduzione storico-letteraria, e seguita da una Sinossi che permette opportuni raffronti con le altre redazioni. Inoltre, poiché l’edizione principe del 1521 venne stampata col corredo di 54 leggiadrissime silografie, si è provveduto a riprodurle qui tutte nei luoghi dovuti, cioè a fianco dei passi di volta in volta visualizzati, con essenziali didascalie esplicative; se ne ricava, anche, che la Toscolanense del 1521 a buon diritto può considerarsi come uno dei libri illustrati più notevoli del Rinascimento italiano, o meglio europeo.
Il corposo volume che qui si presenta vorrebbe in qualche modo ripetere, anche nella mole e nella densità della stampa, la fisionomia dell’edizione principe del 1521, controllata in parte dall’autore, pure nei suoi connotati monumentali, dirompenti e accattivanti insieme. Seguirà a breve, in un volume a parte, un ampio glossario, curato da Federico Baricci, che fornirà i sussidi linguistici necessari per una fruizione del testo, e darà conto specialmente dei molti termini attinti nei dialetti dell’Italia del Nord.

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