De gestis Henrici VII Cesaris
De gestis Henrici VII Cesaris
Il 6 gennaio 1311 Enrico di Lussemburgo fu incoronato re d’Italia. Alla cerimonia milanese era presente, fra i delegati di Padova, un cinquantenne di origini modeste (plebeius si sarebbe in seguito definito lui stesso), ma sostenuto da ambizioni notevoli, in campo sia politico sia letterario, Albertino Mussato (1261-1329). Gli avvenimenti di quell’inverno e della successiva primavera lo videro direttamente coinvolto come rappresentante della sua città e furono tali da indurlo a cimentarsi nella scrittura storiografica. Nacquero così i sedici libri De gestis Henrici VII Cesaris che seguono, come filo conduttore, la parabola del protagonista, dall’elezione (1308) all’incoronazione imperiale a Roma (1312) alla mor te (1313), ma offrono anche largo spazio ai sommovimenti che la venuta dell’imperatore provocò negli equilibri politici del nord e del centro Italia, offrendosi come una testimonianza spesso di prima mano e sempre di grande interesse.
Questi libri sono preceduti da un Prologus nel quale Mussato auspica che, una volta compiuta la sua missione in Italia, Enrico stesso – ben vivo dunque quando il breve testo fu concepito – vorrà accogliere con benevolenza l’opera che parlerà di lui. Ma il futuro così prospettato non si avverò e quella pagina – rivelatasi inadatta, dopo la morte del protagonista, alla funzione di dedica – non accompagnò il De gestis nella sua prima diffusione; tuttavia, mai ripudiata, con la sua carica autobiografica e programmatica, con il suo richiamarsi all’inarrivabile suavitas del padovano Livio e la trasparente allusione al modello svetoniano, diventò il pezzo d’apertura della raccolta di scritti storiografici che, negli anni seguenti, si andò costituendo sul tavolo di Mussato. Le premesse implicite in quel prologo intempestivo trovano del resto piena conferma nel De gestis Henrici e nelle opere successive, che mostrano tracce di un’assidua frequentazione di autori come Cicerone, Cesare, Sallustio, Livio, Seneca, Svetonio e tanti altri. Di più, il serto d’alloro che, durante una cerimonia che si proponeva di far rivivere costumi antichi, lo scrittore padovano ricevette nella sua città (dicembre 1315), non gli venne attribuito solo per l’Ecerinis, tragedia ispirata a Seneca, ma anche per il De gestis Henrici. Incoronato come poeta e historiographus, Albertino Mussato apre le porte all’umanesimo trecentesco: Petrarca e Boccaccio non sono lontani.
La nuova edizione del De gestis Henrici VII Cesaris è stata introdotta e curata, per la parte filologica, da Giovanna M. Gianola; Gian Maria Varanini l’ha corredata di un ampio commento storico e di altri sussidi.
- N° scheda: M26001512
- ISBN-13: 9788892903784
- Numero Volumi: 1
- Autori: Mussato, Albertino
- Città: Firenze
- Editore: Sismel - Edizioni del Galluzzo
- Anno: 2026
- Mese: Giugno
- Titolo della collana: Il Ritorno dei Classici nell'Umanesimo
- Numero collana: 4
- Numero pagine: 910
- Illustrazioni: COL + B/N
- Dorso: 24 cm
- Larghezza: 17 cm
- Peso: 2109 gr
- Paese: Italia
- Lingua: Multilingua
- Condizione: Nuovo
- Tipo di pubblicazione: Monografia
- Classificazioni Dewey: Letteratura; Storia medievale
- Introduzione/Prefazione/Scritti di: Commento storico di Gian Maria Varanini
- Pagine Introduzione: XCVI
- Contiene: Indice
- Curatori: Gianola, Giovanna



