Venne la magna madre : i riti, il culto e l’azione di Cibele romana

of Giuli, Alessandro
ISBN: 9788891335593
Collana: Storia delle Religioni; 20

140,00 

Venne la magna madre : i riti, il culto e l’azione di Cibele romana

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Venne la magna madre : i riti, il culto e l’azione di Cibele romana

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“Venne la Magna Madre”, dice il vate d’Annunzio nella poesia “A Roma” che fa da sigillo a questo volume (vd. Appendix II). Venne, la Magna Mater Cibele, con la puntualità fatale che soltanto un verbo coniugato al passato remoto può tentare di rendere: fulminea, inesorabile, trionfante come può essere una Dea che fa ritorno nella sua sede primigenia, un Nume che torna a casa. La casa della Dea è il Palatino, l’archetipo del cosmo romano-italico in cui il Circeo, Corito e Roma compongono una triade occulta che i neoplatonici indicavano così: Mone-Proodos-Epistrophe, ovvero l’Unità universale nella sua permanenza immanifestata (Circeo), il dispiegamento raggiante dell’Uno nel manifestato (Corito), il ritorno dell’Unità presso sé stessa in uno stadio che comprende anche i precedenti. Roma dunque è principio, irradiazione e compimento di un destino superiore simboleggiato dalla figura
dell’Aion e della Fenice che mai perisce. Un destino di fuoco marziale e di efflorescenza verdeggiante al di sopra del quale, assisa in trono con i suoi leoni ai fianchi, la Grande Madre governa il periodico rinnovellarsi dell’Urbe nella sua sempiterna parabola. I Dioscuri che sovente figurano accanto a lei (come Cabiri o Grandi Dei) sono i Numi in armi che presiedono alle corruscanti vittorie di Roma. Attis è il paredro mediante il quale gli Dei immoti pervengono al limite del nostro mondo sublunare; e al tempo stesso è il medium grazie al quale le anime degli iniziati al culto metroaco risalgono oltre il cielo terrestre. Come ogni paredro, Attis presenta tratti d’infedeltà mitistorica sanciti dalla narrazione degli ierofanti per significare la doppia possibilità aperta a ogni uomo integrale: smarrirsi nel circolo della generazione o indiarsi mediante il rito. Tertium non datur. Cibele è anche il pegno di quella Aeternitas…

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