Il paesaggio urbano tra la via Appia e la via Latina : catasti, persone, antichità tra XII e XVIII secolo

of Manacorda, Daniele
Bari: Edipuglia, 2026
ISBN: 9791259951144
Collana: Bibliotheca archaeologica; 67

120,00 

Il paesaggio urbano tra la via Appia e la via Latina : catasti, persone, antichità tra XII e XVIII secolo

120,00 

Il paesaggio urbano tra la via Appia e la via Latina : catasti, persone, antichità tra XII e XVIII secolo

120,00 

Il volume propone una storia del paesaggio del quadrante meridionale di Roma compreso dentro le sue mura tra il XII e il XVIII secolo. Lo scorrere del tempo fra età medievale e moderna e l’immanenza dell’antico in un settore urbano caratterizzato da vigne e orti segnano la falsariga di una ricerca, che ha l’ambizione di contribuire alla ricostruzione di un paesaggio perduto, delle società umane che lo hanno usato e modificato, dei regimi di proprietà e possesso dei suoli, delle diverse motivazioni della loro frequentazione, da quella duratura delle comunità religiose e dei lavoratori dei campi a quella effimera dei pellegrini e viandanti a quella erudita degli antiquari. Il ritmo circolare delle attività agricole si è intrecciato nei secoli a quello delle pratiche devozionali, allo sviluppo e trasformazione delle architetture religiose e civili, e anche ai sussulti della ‘grande storia’, che ha lasciato sul terreno qualche traccia ora più monumentale ora appena superficiale. In assenza di informazioni sistematiche, la ricerca d’archivio ha tentato la ricostruzione cartografica dei catasti perduti, cercando di dare un nome, una casa, una professione agli abitanti di contrade sprofondate per secoli in un abbandono talora reale e talora apparente, e di collocarli entro confini più sicuri o comunque meno labili. La ricostruzione dei catasti delle vigne e della sequenza dei loro possessori nel corso dei secoli ha permesso di localizzare più precisamente i numerosi ritrovamenti di antichità, succedutisi con ritmo crescente dal XV secolo in poi, portando con sé virtuosamente una ricostruzione di numerosi contesti necropolari dispersi nei musei e nelle collezioni di tutta Europa e non solo. La vita ha dato in sorte all’autore l’opportunità di trascorrere un’infanzia felice in un angolo appartato di questo settore di Roma. La sua condizione di “testimone oculare” di un frammento terminale di quella storia perduta non aggiunge nulla al racconto, ma lo ha semplicemente reso possibile fornendo le energie psichiche e mentali per poterlo portare a termine.

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