Maurizio Galimberti : Marcinelle
Maurizio Galimberti : Marcinelle
Una mattina d’agosto a Marcinelle, Maurizio Galimberti ha rivolto l’obiettivo della sua macchina fotografica verso l’alto e per alcune ore ha ripreso lo stesso soggetto, che tuttavia è cambiato per ognuno dei 262 scatti. 262 come le vittime della catastrofe avvenuta la mattina dell’8 agosto 1956 nella stessa località mineraria belga e che provocò la morte di 262 minatori. Fotografo e artista di fama internazionale, Maurizio Galimberti è celebre per lavorare quasi esclusivamente con la Polaroid, con la quale ha sviluppato una personalissima tecnica di manipolazione con cui scompone e ricompone l’immagine. In questo nuovo libro, Galimberti si confronta con la grande tragedia di Marcinelle, 66 anni dopo: il suo “riutilizzo” delle immagini è esplicativo. Scava dentro il già fotografato per trovarvi un senso rimasto laterale, un’anima dentro il corpo meccanico. Contestualizza. Storicizza. E così scorrono le immagini: una donna che rimase orfana da bambina, il volto di un’altra dietro le sbarre che la separano da una tremenda verità, le bare allineate, il manifesto per il reclutamento degli operai nelle miniere, le baracche dei minatori, il tremendo ascensore per inabissarsi nel profondo della terra. E, infine, il ritratto di Urbano Ciacci l’ultimo sopravvissuto alla tragedia.


