L'ditoria popolare in Italia tra XV e XVII secolo : testi, collezioni, mestieri

Manziana: Vecchiarelli Editore, 2019
ISBN: 9788882474249
Collana: Cinquecento. Studi. Nuova serie; 22

40,00 €

L'ditoria popolare in Italia tra XV e XVII secolo : testi, collezioni, mestieri

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Gli atti che qui si presentano raccolgono le comunicazioni tenutesi nel corso di due giornate di studio presso l’Università degli Studi Roma Tre e la Fondazione Marco Besso di Roma (13-14 dicembre 2017). Nell’organizzare questo incontro si è inteso anzitutto creare un’occasione di confronto tra studiosi attivi in aree disciplinari diverse attorno a un oggetto di comune interesse: il libro “popolare” o – secondo una denominazione oggi più diffusa – “di larga circolazione” nel periodo che va dall’invenzione della stampa alla fine del XVII sec. Qui e nelle pagine che seguono useremo l’espressione “libro popolare”, nella convinzione che, al di là dell’ambigua e opaca denominazione, importi l’uso assai più cosciente che oggi se ne fa: uso che ovviamente si auspica definitivamente liberato da qualsiasi aura romantica o populistica e che non può non tener conto delle osservazioni critiche formulate da alcuni storici del libro (in particolare da Roger Chartier) sulla sua appropriatezza. Con questa espressione intenderemo dunque un prodotto librario caratterizzato da una tendenziale esiguità e povertà materiale (equivalente del chapbook inglese, del livre de colportage francese, del pliego de cordel spagnolo) e destinato in prima istanza a intrattenere, istruire, disciplinare, attraverso la lettura o l’ascolto, un pubblico scarsamente o mediamente alfabetizzato…

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