D’architettura e d’altri sconfinamenti

Reggio Calabria: Città del Sole, 2023
ISBN: 9788882383756

30,00 €

D’architettura e d’altri sconfinamenti

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D’architettura e d’altri sconfinamenti

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Se Roma è il luogo – come dice Purini – della sezione verticale, della sezione stratificata, ma di un solo stile – aggiungo io – che è il Classico, il cui seme ha sparso per il mondo; la Sicilia, al contrario, è un crogiolo di eclettismi che dall’Africa, dall’Asia, e pure dal Nord-Europa, si sono riversati in questo ponte sul Mediterraneo (perché il vero Ponte sullo Stretto è la Sicilia). In Sicilia non c’è mai stato tempo per le lente e consapevoli stratificazioni, quando le invasioni – anche quelle culturali – si susseguono e agiscono contemporaneamente. Greci Fenici Romani, e Mori Bizantini Normanni, e Svevi Angioini e Aragonesi ecc. ecc.: tutti accalcati sopra questa zattera, che ha assunto le forme affascinanti e grottesche di una zattera della Medusa. La “lunaria” siciliana e i mostri di Palagonia, nascono da questo; e non è un caso che spaventassero Goethe, il quale in Sicilia veniva a cercare “la chiave di tutto” – il puro Classico, come ispirazione a un poema su Nausicaa – ma si ritrovava circondato da uno spaventoso meticciato, e si sentiva preso in giro nel gorgo pericoloso di un canto di sirena. Eppure Stendhal, che non toccò mai l’isola, dalla sua lontananza – durante le “passeggiate romane” – descrive esattamente la Sicilia: come il luogo di una felice commistione di contrasti. Quanto poi sia felice – codesta commistione – non saprei dirlo; quanto possa risultare eclettica e grottesca, neppure so dire: ma è certamente una chiave di comprensione, se non la chiave di tutto. Quanto a me, lasciatemi a una pacata schizofrenia di sentirmi normanno di mattina e arabo la notte. (Perché l’importante non è fuggire le contraddizioni, ma riconoscerle).

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